COMUNE DI RIVE · VERCELLI · PIEMONTE

Il territorio parla attraverso le persone

Un paese autentico tra risaie e orizzonti aperti, dove la comunità è ancora un valore concreto e ogni stagione racconta un diverso modo di essere insieme

COMUNE DI RIVE · VERCELLI · PIEMONTE

Il territorio parla attraverso le persone

Un paese autentico tra risaie e orizzonti aperti, dove la comunità è ancora un valore concreto e ogni stagione racconta un diverso modo di essere insieme

La storia

Radici profonde,

forza silenziosa

Il nome “Rive” nasce dalla sua stessa geografia: una ripa, una costa che si affaccia sulle distese delle risaie del Vercellese. Su questa altura si è sviluppato un borgo che custodisce secoli di storia.

Lo splendido castello medievale domina il paesaggio, testimone di un passato movimentato — come l’assedio del 1268, quando i Tizzoni si rifugiarono tra le sue mura prima di essere catturati dall’esercito guelfo. Un evento raro nella storia dei borghi piemontesi.

Casa Foro racconta un’altra pagina di storia: la visita di Re Vittorio Emanuele II e Garibaldi durante la battaglia di Palestro, legando per sempre Rive ai grandi eventi del Risorgimento italiano.

La storia

Abitare il futuro

Abitare il futuro, a Rive, non significa rincorrere il domani dimenticando le proprie radici.
Significa, al contrario, restare profondamente radicati mentre si impara a guardare lontano.
In un tempo che spinge verso la velocità e l’omologazione, Rive sceglie una strada diversa: quella della consapevolezza, della cura, della relazione. Qui il futuro non è un salto nel vuoto, ma una costruzione lenta, fatta giorno dopo giorno, attraverso gesti concreti e condivisi.

Abitare il futuro è continuare a vivere la terra — le risaie, le stagioni, i ritmi naturali — non come eredità statica, ma come materia viva da reinterpretare. È riconoscere che la ruralità non è un limite, ma una risorsa: uno spazio aperto dove sperimentare nuovi modi di vivere, lavorare, incontrarsi. È un dialogo tra radici e visione.

Qui il futuro prende forma nella relazione tra persone, idee e luoghi: non qualcosa da subire, ma qualcosa da abitare insieme.

Abitare il futuro significa anche restare comunità.
In un piccolo paese, questo ha un valore ancora più forte: vuol dire conoscersi, partecipare, riconoscersi parte di qualcosa. Vuol dire che ogni persona conta, che ogni gesto contribuisce a costruire un’identità condivisa.
Il futuro, allora, non è individuale, ma collettivo.

Rive può diventare un esempio silenzioso ma potente: un luogo dove si sperimenta un equilibrio possibile tra tradizione e contemporaneità, tra quiete e innovazione, tra memoria e desiderio. 

Il territorio

Un equilibrio unico
tra uomo e natura

Tra i Borghi delle Vie d’Acqua, immerso nel cuore della pianura vercellese, ma circondato da orizzonti aperti, il paesaggio di Rive restituisce una sensazione di equilibrio che è difficile trovare altrove.

Le risaie si estendono a perdita d’occhio e le strade bianche si snodano tra canali d’irrigazione. È un territorio che cambia con le stagioni: l’odore della terra nuova alle prime arature di febbraio, i fiori di campo della primavera, il riso maturo di settembre, i camini a legna dell’autunno. Profumi che evocano calma, memoria, radici.

Le opere di creatività urbana del progetto DeRIVE decorano il centro abitato con murales ispirati alla natura risicola, alle leggende e ai racconti popolari, trasformando Rive in un museo di arte pubblica a cielo aperto.

Abitare il futuro, qui, significa scegliere di esserci.
Con responsabilità, con immaginazione, con cura.

Perché il futuro non è un luogo lontano. 
È ciò che costruiamo, insieme, restando fedeli a ciò che siamo.

baby parking

Baby parking

La casa del gatto Gianni

Il nome “Rive” nasce dalla sua stessa geografia: una ripa, una costa che si affaccia sulle distese delle risaie del Vercellese. Su questa altura si è sviluppato un borgo che custodisce secoli di storia.

Lo splendido castello medievale domina il paesaggio, testimone di un passato movimentato — come l’assedio del 1268, quando i Tizzoni si rifugiarono tra le sue mura prima di essere catturati dall’esercito guelfo. Un evento raro nella storia dei borghi piemontesi.

Casa Foro racconta un’altra pagina di storia: la visita di Re Vittorio Emanuele II e Garibaldi durante la battaglia di Palestro, legando per sempre Rive ai grandi eventi del Risorgimento italiano.

Natura come maestra

I bambini imparano attraverso il contatto diretto con la terra, gli orti e il ciclo delle stagioni.

Crescere con gli animali

Galline, conigli e animali da cortile sono compagni quotidiani di gioco e di apprendimento.

All'aria aperta

Un’educazione che privilegia gli spazi aperti, il movimento e la scoperta spontanea.
Il progetto valorizza concetti chiave come libertà (non assenza di regole, ma costruzione condivisa), gestione del conflitto, importanza del rischio come esperienza educativa e sviluppo dell’autonomia. Anche le emozioni e la conoscenza di sé sono centrali nel percorso. Gli adulti non sono figure direttive, ma accompagnano i bambini nel loro percorso di crescita, mentre le famiglie partecipano attivamente alla vita del progetto, creando una comunità educante basata su condivisione, responsabilità e collaborazione.

L'agricoltura

Le nostre risaie

La ruralità dei paesi dei Borghi delle Vie d’Acqua del basso vercellese non è solo un’immagine “di campagna”, ma il risultato di un lungo rapporto tra territorio, acqua e lavoro agricolo. In queste zone, la coltivazione del riso ha modellato tutto: il paesaggio, l’organizzazione dei campi e anche la vita delle comunità.
Le risaie, infatti, non sono solo campi coltivati. Sono un sistema costruito con grande precisione, fatto di canali, rogge e chiuse che regolano l’acqua. Questa rete ha dato forma al territorio: campi ordinati, strade lineari e borghi che spesso sorgono su piccoli rialzi, per stare al riparo dall’acqua. Ne nasce un equilibrio particolare tra natura e intervento umano.

Anche la storia sociale è legata al riso. Un tempo il lavoro nelle risaie richiedeva molta manodopera, come quello delle mondine, e questo ha segnato profondamente la cultura locale. Oggi le macchine hanno sostituito gran parte del lavoro umano, ma restano tracce visibili di quel passato nelle cascine, nei magazzini e nella struttura del paesaggio.

Dal punto di vista visivo, le risaie offrono scenari molto particolari. Quando i campi sono allagati, l’acqua riflette il cielo e crea un effetto quasi sospeso, in cui i borghi sembrano emergere come piccole isole. È un paesaggio semplice ma molto suggestivo, che cambia con le stagioni.

Oggi però questa realtà sta cambiando. L’agricoltura moderna tende a semplificare il territorio per essere più efficiente, rischiando di perdere parte della ricchezza ambientale. Allo stesso tempo, cresce l’interesse per valorizzare queste zone dal punto di vista culturale e turistico.
La sfida è trovare un equilibrio: continuare a far vivere le risaie come luoghi di produzione, senza perdere il loro valore storico, ambientale e paesaggistico. Non si tratta di conservarle come qualcosa di fermo nel tempo, ma di farle evolvere senza snaturarle. 

Risaie

Pasarot

I cittadini

La comunità - Pasarot

Nel piccolo centro della pianura vercellese, la comunità si riconosce ancora in una forte identità locale, fatta di relazioni strette, memoria condivisa e profondo legame con il territorio.

Gli abitanti, i Rivesi, sono soprannominati “Pasarot”, termine dialettale che deriva da passerotto. Questo soprannome racchiude un significato simbolico particolarmente efficace: proprio come i passerotti, che tendono a muoversi in gruppo seguendo il primo che prende il volo, anche i Rivesi esprimono una naturale inclinazione alla coesione e alla condivisione. È un’immagine che racconta una comunità in cui le dinamiche collettive, il senso di appartenenza e la partecipazione sono elementi centrali della vita quotidiana.

Essere Pasarot significa quindi far parte di un tessuto sociale ancora compatto, dove iniziative, tradizioni ed eventi vengono ancora vissuti insieme. In un contesto segnato dalla cultura del riso e dal paesaggio delle risaie, questa identità si traduce in una comunità capace di mantenere vive le proprie radici e adattandosi, allo stesso tempo, alle trasformazioni contemporanee.

Progetto case a 1€

Una casa, un euro,

un nuovo inizio

 

Il progetto “Case a 1 Euro” nasce dalla volontà di riqualificare il borgo e contrastare lo spopolamento. Immobili in disuso vengono messi a disposizione a una cifra simbolica, con l’impegno di ristrutturarli e di portare nuova vita tra le vie di Rive.

  • Acquisto simbolico a 1€
  • Ristrutturazione entro i termini concordati
  • Ripopolamento e rigenerazione del tessuto urbano
  • Un motivo perché qualcuno scelga di arrivare

"Rive non cerca di apparire, ma di accogliere: chi arriva trova spazio, tempo e ascolto."

Andrea Manachino, sindaco di Rive

L'agricoltura

Case a 1€

La Le “case a 1 euro” sono abitazioni di proprietà privata, dove spesso i proprietari vogliono disfarsene per non pagare tasse e balzelli.
Parliamo, in maggior parte, di immobili fatiscenti o pericolanti, privi di abitabilità, che necessitano ristrutturazioni.
Guardando al caso di Rive, le case che entreranno nel progetto avranno, nella maggior parte dei casi, un prezzo determinato secondo le normali regole del mercato immobiliare locale, tenendo conto delle condizioni dell’immobile e degli eventuali interventi necessari per renderlo abitabile o adeguarlo agli standard abitativi attuali. Cosa significa, concretamente? Che gli immobili con prezzi particolarmente bassi o modici richiederanno, con ogni probabilità, investimenti maggiori per la ristrutturazione. Al contrario, case con prezzi più vicini alla media — considerando comunque che, nella nostra zona, il mercato immobiliare resta accessibile — potrebbero necessitare di interventi meno importanti.
L’amministrazione comunale promuove il progetto e fa da garante della regolarità della compravendita, che avviene sempre fra privati cittadini.
Ci sono degli impegni che, chi acquista con progetto Case a 1 Euro, deve garantire:

  • Prevedere un progetto di ristrutturazione e rivalutazione della stessa entro un periododeciso dal comune dall’acquisto.
  • Sostenere le spese notarili per la registrazione, le volture e l’accatastamento.
  • Nel momento in cui si hanno tutti i permessi, far partire i lavori entro il tempo deciso dal comune.
  • A garanzia della corretta esecuzione dei lavori da parte del compratore, il Comune chiede di stipulare una polizza fideiussoria di una cifra tra di solito i €1.000,00 e € 5.000,00. La polizza scade a fine dei lavori completati, in genere 3 anni.

In questa fase non è ancora presente un book di abitazioni in quanto l’Amministrazione comunale sta lavorando al censimento degli immobili.
“Il Comune di Rive ha deciso di aderire a questa iniziativa perché siamo alla ricerca di nuovi residenti che scelgano consapevolmente il nostro paese e il tipo di vita che esso offre. Ci auguriamo che chi deciderà di trasferirsi qui lo faccia perché attratto dalla qualità della vita di un piccolo borgo delle Vie d’Acqua, e non soltanto per una scelta dettata dai prezzi più accessibili delle abitazioni o dall’idea di utilizzare il paese come semplice dormitorio (naturalmente, nel rispetto reciproco, ognuno è libero di vivere il paese come preferisce)”.

“Perché scegliere Rive? Perché siamo una comunità accogliente, che apprezza sinceramente chi dimostra la volontà di integrarsi sinceramente e partecipare alla vita del paese, magari mettendosi anche a disposizione per il bene della comunità. Crediamo ancora nel valore dei rapporti di buon vicinato, viviamo in un contesto tranquillo — ma non per questo privo di vitalità — e desideriamo preservare questa qualità della vita”.

Per maggiori informazioni:

Case