Descrizione dell’opera:
L’artista rimasta colpita dalla leggenda di Villa Chioso, ha proposto alla comunità rivese una sua personale, romantica e illustrativa rappresentazione degli incontri notturni che la tradizione vuole che avvenissero sul posto, dove nelle notti di luna piena si racconta che fanciulle nude ballavano e suonavano davanti al fuoco delle torce fino all’alba. Questo fatto come ben si può intendere attirava la curiosità di aitanti ragazzotti che giunti però sul luogo, potevano scorgere solamente gatti neri che suonavano il tamburo e il mandolino.
La motivazione è dettata dal fatto che le nude fanciulle fossero secondo la leggenda delle “masche”, cioè le streghe piemontesi.