Descrizione dell’opera:
L’opera, come sottintende il titolo stesso, rappresenta una criptata visione onirica.
Come già accennato precedentemente nel paragrafo relativo all’opera “Nelle mani mi raccolgo”, il dipinto è stato realizzato tramite una base fotografica (raffigurante il volto di una bambina avvolto da un mantello porpora) incollata mediante appositi collanti direttamente sulla parete; sopra tale applicazione è stata eseguita successivamente in loco la sovrapposizione delle pitture che illustrano la visione del sogno.
Più precisamente si denota come l’occhio destro della bambina visto frontalmente coincida con l’occhio destro di un elfo visto lateralmente.
Il tutto contornato dalla figura di un serpente, animale che molte volte ricorre nei sogni più angusti.
Va notato, come quest’opera sia l’unica che fuoriesce da un filo conduttore che unisce tutte le altre opere di DeRive mediante temi che raccontano di identità territoriale e culturale del luogo.